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Ci sarebbe molto da dire in merito a ciò che si intende effettivamente per politeismo e monoteismo, dato che non sempre quest’ultimo può essere considerato più “evoluto” del primo, e non sempre le due concezioni sono così diverse di come potrebbe sembrare (basti pensare all’adorazione dei santi nella tradizione cristiana).

Ma lasciando per un attimo in disparte questo tipo di approfondimento, l’autore del libro La religione degli etruschi, Giovanni Feo, delinea un interessante percorso religioso dell’essere umano, indicando proprio nel periodo attuale la necessità di compiere un ulteriore ampliamento di coscienza, una vera e propria rivoluzione religiosa.  

Gli studiosi di Storia delle Religioni si trovano generalmente concordi nel ritenere che nelle società umane il concetto di “religione” sia mutato nelle vari ere storiche, passando attraverso tre principali fasi. La prima, definita “feticista”, sarebbe la più antica, da riferirsi ai primi homo sapiens. Quei nostri progenitori avrebbero percepito la presenza di un potere superiore e non umano nei fenomeni naturali che toccavano in modo significativo la loro coscienza, senza però riuscire a definire i limiti di tali esperienze. Giunsero così a sviluppare il culto di particolari oggetti, “feticci”, come pietre, ossa, conchiglie e quant’altro che ritenevano impregnato di quell’ineffabile potere. Continua a leggere »

La domanda è molto delicata, ma non possiamo fare a meno di continuare a porcela. È troppo importante. Anche il noto psicoterapeuta James Hillman (il prosecutore del pensiero Jung) ha cercato di indagare la questione con grande profondità e umanità.

Il rischio, infatti, è che sia le psicoterapie che i percorsi spirituali finiscano per far concentrare la persona unicamente nel suo personale mondo interiore, come se la sua relazione con tutto ciò che la circonda sia secondaria o priva di valore; come se le due cose non fossero in realtà le facce di una stessa medaglia.

Immergendosi esclusivamente e rigidamente nella propria interiorità, il fortissimo rischio è quello di ritrovare sempre ottimi alibi – psicologici o spirituali che siano – per continuare ad essere esattamente come sempre: meccanicamente abitudinari ed insensibili alle reali necessità altrui. La trasformazione dei propri significati esistenziali, non coincide con la reale trasformazione della propria esistenza.

Se ci ostiniamo a guardare troppo dentro, non ci guardiamo intorno, e se non ci guardiamo anche intorno, scappiamo dal più sincero riflesso di ciò che ci vive dentro. Continua a leggere »

Troppo spesso ci dimentichiamo che non esiste una corrente spirituale più evoluta o migliore di un’altra. Il filo d’oro che le attraversa e le collega è sempre lo stesso, pur assumendo forme, linguaggi e simbolismi differenti.

Ecco perchè abbiamo pensato di pubblicare uno spunto di riflessione introduttivo a quello che viene considerato forse il più antico testo sacro scritto dall’umanità, risalente a circa 4500 anni or sono.

I geroglifici che lo compongono – come ogni vero testo cabalistico - consentono differenti interpretazioni e quindi differenti letture. Stiamo parlando degli Insegnamenti di Ptahhotep, un Vangelo Gnostico dell’epoca, equiparabile al Tao Te Ching cinese così come al Pirkè Avot ebraico.

Le massime contenute in questo prezioso scritto sono state a lungo presenti nella storia dell’Antico Egitto, sopravvivendo fino ai giorni nostri grazie alla protezione dei monaci copti, i quali hanno cercato di mantenere viva la Gnosi Egizia camuffandone il messaggio per mezzo di un simbolismo cristiano. Continua a leggere »

Sono sicuro che vi starete chiedendo “che cavolo significa il titolo di questo post?”. Domanda più che lecita, dunque arrivo subito al nocciolo della questione.

Si tratta infatti di un neologismo da me follemente coniato: storia + spiritualità. Mi sono accorto, dopo numerosi confronti e riflessioni in merito, che molte organizzazioni religiose hanno un’insana e paradossale tendenza a trascurare i loro stessi insegnamenti ponendo molta più cura ed attenzione alla storia del gruppo di cui fanno parte.

Il problema di per sé potrebbe non avere molta importanza, d’altronde siamo tutti umani ed è certo molto più semplice ricadere nello studio della materia “storia” piuttosto che nella materia “se stessi”. È normale e comprensibilissimo, la ricerca interiore richiede perseveranza ma anche molta pazienza. Continua a leggere »

Chi ha mai detto che il nostro mondo attuale non possa offrire i suoi spunti di riflessione per una seria meditazione su se stessi?

Generalmente infatti, quando si pensa ad aneddoti di saggi che impartiscono insegnamenti, la mente tende a vagare in luoghi lontani e tempi che furono. Le storielle Zen e Sufi ne rappresentano un meraviglioso esempio.

Ma è bene non dimenticare che esistono anche tradizioni occidentali altrettanto ricche di stimoli spirituali, per quanto forse meno conosciute (o forse, più semplicemente, meno considerate dato che l’erba del vicino è sempre la più verde…).

La storia che segue è una delle tante “perle” offerte dalla tradizione ebraica e, come vedrete, non occorre tentare di immedesimarsi in un’epoca troppo lontana per coglierne gli insegnamenti. Continua a leggere »

Un uomo entra nei bagni pubblici. Comincia a orinare. A un tratto, all’altezza degli occhi, legge una breve frase che dice: “Guarda un po’ più in su!” L’uomo solleva lo sguardo e vede scritto: “Guarda ancora più su!” Rovescia un poco la testa all’indietro per riuscire a leggere: “Guarda ancora più su! Sul soffitto!” L’uomo, con la testa completamente piegata all’indietro, legge sul soffitto: “Cretino, ti stai pisciando sulle scarpe”.

Fino a quando cercheremo rifugio in una sorta di aspirazione al divino, non per guardarci con coraggio allo specchio, ma per scappare da questa tanto temuta visione, allora continueremo a girare intorno al vero nocciolo del problema.  

Troppo spesso e con troppa facilità ci dimentichiamo del processo che viene messo in gioco all’interno di un reale processo spirituale. Fortunatamente, ogni tanto ci si imbatte in qualche incontro o in qualche lettura che tenta di ricordarcelo.

È questo il caso di un’interessante riflessione estrapolata dal libro “Trattato di Psicologia Rivoluzionaria” di Samael Aun Weor, un maestro gnostico del ‘900.

Riflettendo un poco sulle diverse circostanze della vita, vale la pena di comprendere seriamente le basi su cui poggiamo. Continua a leggere »

Non aprire questo libro, lettore, se ti accontenti delle soddisfazioni di questo mondo terreno: non leggere quest’opera che potrebbe provocare in te il desiderio di superarle.

Non leggere se ami le catene dei tuoi attuali limiti, se hai paura di trovare le chiavi del tuo destino sovrumano… perché è questo l’obiettivo di tale cammino.

Così inizia lo splendido romanzo di Isha Schwaller de Lubicz, La Lumiére du chemin, scritto a Plan de Grasse nel 1960, pochi anni prima di morire. Già dalle “avvertenze”, Isha sottolinea con forza un grande cambiamento dei tempi (quel cambiamento che ancora molti dotti e religiosi sembrano non avvertire), una svolta epocale che richiede al cercatore innanzi tutto praticità, osservazione interiore e azione. Continua a leggere »

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